storia e finalità

•agosto 6, 2009 • 1 commento

Nel 2009, all’interno dell’Associazione di Psicoanalisi della Relazione Educativa (APRE), viene avviato un gruppo di lavoro a cui stanno aderendo psicoterapeuti e psicoanalisti (tra cui accademici e professionisti di diverse nazioni) per la costituzione dell’International Society of Psychoanalysis for Education & Socio-political contexts (ISPES). Tale organismo ha per scopi: lo studio e la promozione dell’intervento preventivo o di recupero dello svantaggio psico-sociale relativamente ai soggetti coinvolti in ogni tipo di relazione educativa; ciò anche attraverso la formazione dei responsabili delle istituzioni socio-politiche, al fine di contribuire al guidarne l’organizzazione in modo più sano e creativo.

Dopo tre convegni svolti presso l’Università Salesiana in Roma (patrocinati, tra gli altri, dall’Ordine Nazionale degli Psicologi) che hanno visto la partecipazione di quasi un migliaio di persone, siamo stati da più parti sollecitati a ideare un organismo che potesse attuare le finalità dell’APRE a livello internazionale. Abbiamo iniziato con la rivista scientifica I.J.P.E. (ideata e fondata dal dott. Pergola, co-diretta dai proff.ri Disanto, Desbouts, Ghilardi, Nanni, Mendlovic, con, in redazione, i dott.ri Bucci, Casoni, Cristiano, Mazzucchi, Mura, Sandomenico). Il nostro cammino prosegue nell’iter di costituzione dell’I.S.P.E., in attesa di adesioni che diano quel respiro internazionale che darà la forza necessaria per il perseguimento delle sue finalità.

In quanto tale l’I.S.P.E.S. è aperta, secondo vari gradi di associatura, a: psicologi, psicoterapeuti, psicoanalisti (come Soci Ordinari) ma anche a insegnanti, educatori a vario titolo, operatori nel sociale, nella politica e nelle istituzioni, medici, avvocati, magistrati, antropologi, sociologi (come Soci Aggregati); ossia a tutti coloro che, svolto un personale cammino psicoanalitico, hanno interesse al perseguimento dei fini e degli scopi così come espressi nello statuto. Si badi che i nostri Soci sono altamente selezionati in base a: valutazioni psicoattitudinali,  comprovata aderenza ai nostri principi nella propria vita quotidiana lavorativa e personale, condivisione del nostro specifico orientamento e di quel peculiare ‘modo di vedere’ espresso negli articoli della nostra rivista telematica, che ne è organo ufficiale di espressione.

Con il termine “psicoanalisi” (presente nella denominazione) non ci riferiamo ad un ambito clinico strettamente inteso, come le numerose associazioni e società professionali di soli psicoanalisti, psicologi e/o psicoterapeuti: infatti attraverso la nostra associazione non facciamo psicoterapia, ma ricerca, formazione psico-educativa e consulenza psicoanaliticamente orientata. Intendiamo divulgare l’ermeneutica psicoanalitica, ripensata criticamente alla luce del progresso delle scienze contemporanee, come spiegazione di quanto accade nel ‘mondo dentro’ e fuori ciascuno di noi, in riferimento alle psicodinamiche dei membri coinvolti nei molti tipi di relazione educativa.

Ci anima la convinzione che alla radice di tutte le manifestazioni della vita adulta e segnatamente del malessere individuale e sociale, ci siano esperienze psicologiche patologizzanti vissute nel rapporto educativo dal concepimento fino a circa i primi venti anni di vita. Ciò posto riteniamo che:

1) la consapevolezza “vissuta emotivamente” della storia psicodinamica propria e altrui possa costituire un valido aiuto per la conquista di una perdurante felicità personale;

2) la conoscenza dei processi sottesi ad uno sviluppo sano, così come i fattori che ingenerano situazioni patologiche, costituisca fondamentale metodo di prevenzione: indirizzando l’organizzazione socio-psicologica all’interno della coppia, della famiglia, della scuola, dei luoghi di lavoro e delle istituzioni .

Troppo spesso fin ora la Psicoanalisi è stata relegata solo all’ambito psicoterapeutico: noi vogliamo “sdoganarla”, nella convinzione che ha molto più da dare oltre alla clinica, soprattutto nella sua corrente denominata “Teoria delle Relazioni Oggettuali”. Attraverso tale scienza infatti si può trovare risposta agli interrogativi e alle richieste di indicazioni per la risoluzione di problemi complessi che vengono da ogni individuo e dalla società. Perciò applichiamo la  Psicoanalisi alla storia, all’etica, alla politica, all’economia, alla religione, alle istituzioni sociali, all’antropologia, alla produzione artistica: coltivando la speranza che il “sapere” psicoanalitico contribuisca alla prevenzione di mali psico-sociali che ci stanno portando alla catastrofe, proprio venendo utilizzato come guida che indirizzi scelte e azioni negli ambiti appena indicati. Se Prevenire è meglio che curare, per noi la prevenzione si attua, primariamente, attraverso la formazione psicodinamica, la consulenza e i gruppi analitici di “tras-formazione” soprattutto per genitori (meglio se anche prima che lo si diventi)  per insegnanti, medici, psicologi, terapeuti, avvocati/magistrati, operatori sociali e politici.

Il nostro impegno costante è quindi diretto a che le idee e le “azioni” psicoanaliticamente guidate possano contribuire a modificare l’organizzazione sociale, politica, economica e religiosa della civiltà umana, per la costituzione di un “ambiente facilitante” lo sviluppo delle potenzialità psichiche creative individuali e collettive, partendo dalla base.

L’intento, che forse apparirà altisonante ed utopistico, ma che riteniamo invece possibile e molto concreto, è quello di contribuire a costruire la Civiltà dell’Amore, aiutando le persone ad attivare la totalità delle risorse psicodinamiche positive (“educare” indica proprio il “far venir fuori” la “vis” creativa), così facilitando la vittoria di Eros  su Thanatos.

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